di Salvatore.Sconzo
Non esiste nessun destino di Roberto Pegorini
Ci sono romanzi che inseguono il lettore nei corridoi più stretti della coscienza, lo afferrano per il bavero e gli ricordano quanto fragile possa essere il confine tra il bene e il male, tra il dovere e ciò che invece pulsa nel cuore con ostinata violenza.
È esattamente ciò che accade con “Non esiste alcun destino” di Roberto Pegorini, pubblicato da Todaro Editore: un romanzo che non concede tregua, che accelera battito e pensieri e che, pagina dopo pagina, trascina il lettore dentro una corsa feroce contro il tempo.
Roberto Pegorini, autore capace di muoversi con naturalezza tra noir, thriller e narrativa d’indagine, conferma ancora una volta la sua abilità nel costruire storie tese come fili elettrici. Il suo stile è ormai riconoscibile: asciutto, diretto, privo di inutili compiacimenti, ma incredibilmente carico di immagini emotive. Nei suoi romanzi gli avvenimenti non sono mai soltanto fatti. Sono paure. Ferite. Tremori interiori. Sono uomini e donne che cercano di restare in piedi mentre il mondo attorno vacilla.
In questo nuovo capitolo il protagonista Valerio Giusti si trova davanti a una sfida mozzafiato. Una di quelle situazioni in cui ogni scelta pesa come piombo e ogni minuto sembra consumarsi troppo in fretta. Ma la vera forza del romanzo non sta soltanto nella tensione narrativa. Sta nel modo in cui Pegorini riesce a mettere Valerio davanti a qualcosa di ancora più pericoloso del crimine: le proprie emozioni.
Un sentimento mai davvero sopito torna infatti ad affacciarsi nella sua vita, insinuandosi tra responsabilità, senso della giustizia e doveri morali. Valerio è uomo della legge, ma prima ancora è uomo fragile, attraversato da desideri, rimpianti e paure. Ed è proprio questa umanità imperfetta a rendere il personaggio vivo, credibile, tremendamente vicino.
Pegorini spinge con decisione sul pedale dell’acceleratore e questa volta colora il suo noir di sfumature pulp più marcate. Un pulp sporco, nervoso, cinematografico. Quel pulp nato nella lontana America e che qui, tra le pagine di “Non esiste alcun destino”, sbarca con sorprendente naturalezza nel nostro presente italiano. Ne esce una miscela potente: suspense, violenza, malinconia e adrenalina convivono in un equilibrio difficile ma perfettamente controllato.
Eppure, in mezzo al buio, esiste ancora qualcosa che resiste: il gruppo. L’amicizia. La fedeltà.
Uno degli aspetti più belli del romanzo è proprio questa chimica collettiva che Pegorini costruisce con autenticità rara. I personaggi si sostengono, si proteggono, si prendono cura l’uno dell’altro con un coraggio condiviso che sa di rispetto reciproco e fratellanza. Non ci sono eroi solitari. Ci sono uomini e donne che scelgono di affrontare insieme il caos. Ed è forse questa la vera luce del libro.
Anche i luoghi, come accade nei migliori noir, respirano. Odorano di pioggia, di malinconia, di periferie consumate e di quella muffa criminale e corrosiva che richiama inevitabilmente autori come Giorgio Scerbanenco, Massimo Carlotto e Jean-Claude Izzo. Le ambientazioni non fanno da semplice sfondo: diventano carne narrativa, presenza viva, peso atmosferico che accompagna ogni scena.
I temi affrontati sono numerosi e profondamente contemporanei. Pegorini osserva il nostro tempo senza filtri: il disorientamento morale, il peso delle responsabilità, la difficoltà di restare integri in un mondo che sembra premiare spesso i peggiori. E allora il titolo stesso diventa quasi una condanna poetica: “Non esiste alcun destino”. O forse esiste, ma è capriccioso, amaro, ribelle. Soprattutto per chi prova a fare la cosa giusta.
Leggere questo romanzo significa accettare di stare sul filo del rasoio. Significa entrare in una storia che intrattiene ma che allo stesso tempo lascia addosso domande scomode. Significa scoprire personaggi che non cercano di essere perfetti ma autentici. E soprattutto significa ritrovare un noir italiano capace di emozionare senza rinunciare alla profondità.
Ancora una volta Todaro Editore, sinonimo di affidabilità e passione nel panorama giallistico italiano, consegna ai lettori non soltanto un prezioso tassello della propria collana, ma un piccolo frammento di contemporaneità da custodire e riscoprire nel tempo.
Perché alcuni libri finiscono. Altri invece restano addosso come l’odore della pioggia dopo una notte difficile.
“Non esiste alcun destino” appartiene decisamente alla seconda categoria.
Buona lettura!
ASCOLTA LA RECENSIONE
Voce di Federico Benna
Musica: Come With Us di Itai Argaman